Un dialogo tra passato

e presente

La mostra nasce dall’incontro tra due sguardi lontani nel tempo ma sorprendentemente vicini nella capacità di interrogare il presente. Da un lato Lorenzo Lotto, tra i protagonisti più originali della pittura rinascimentale, capace di unire intensità spirituale e profondità psicologica. Dall’altro Gianriccardo Piccoli, artista contemporaneo che rilegge simboli e temi della tradizione attraverso un linguaggio attuale. Il dialogo tra le loro opere non è un semplice accostamento, ma un confronto tra sensibilità diverse che continuano a interrogare le stesse domande fondamentali.

LORENZO LOTTO: CENNI STORICI

Lorenzo Lotto nasce nel 1480 a Venezia, dove si forma alla scuola di Alvise Vivarini. Si trasferisce ben presto a Treviso, dove, giovanissimo, iniziai la sua attività artistica, che lo porta a lavorare anche nelle Marche.

Il Matrimonio mistico di santa
Caterina d'Alessandria e santi
1524 - Palazzo Barberini, Roma.

olio su tela
Nel 1506 è a Recanati, da dove, nel 1508, è finito al 1511,
passa a Roma, per operare nelle Stanze Vaticane,
negli stessi anni di Raffaello, all'esecuzione di
affreschi, oggi quasi totalmente perduti o
difficilmente individuabili.
Nel 1512-13 si porta a Bergamo, dove vivrà fino al 1525, per partecipare al concorso della grande Pala Martinengo, terminata nel 1516 e oggi nella chiesa di San Bartolomeo.
Nel 1525 rientra a Venezia, dove alterna soggiorni in laguna e ancora a Treviso.
Pala Martinengo
1513 - 1516 - Martinengo,
Bergamo

olio su tela

Nell'età matura torna a operare nelle Marche, fino a quando, nel 1552, decide di ritirarsi nella Santa Casa di Loreto e nel 1554 di farsi oblato, ossia religioso, di quel convento, pur continuando la propria attività di pittore, con studio, allievi, committenti e la produzione di importanti ultime opere.

Li verrà a mancare tra la fine del 1556 e l'inizio dell'anno successivo.

Gianriccardo Piccoli

La ricerca artistica di Gianriccardo Piccoli nasce dal dialogo continuo con la tradizione iconografica e spirituale dell’arte occidentale.
Attraverso un linguaggio contemporaneo, le sue opere reinterpretano simboli e immagini che appartengono alla memoria culturale europea, mettendoli in relazione con le inquietudini e le domande del presente.

Nel confronto con l’opera di Lorenzo Lotto, il suo lavoro non si limita a citare il passato, ma lo attraversa e lo rilegge.
Il risultato è un dialogo visivo che mette in relazione due epoche lontane, mostrando come alcune immagini continuino a generare significati nuovi nel tempo.