Il restauro di

San Michele scaccia Lucifero

Il dipinto presentava vecchie vernici ingiallite, ritocchi fuori tono, stuccature debordanti e gore di sporco organico, soprattutto nella parte alta del cielo.

Una lacerazione verticale nel quarto superiore destro aveva fortemente compromesso la tela originale.

Il restauro dell’opera è stato preceduto da una serie di indagini diagnostiche non invasive (luce visibile, infrarosso, riflettografia IR, UV, infrarosso falso colore), fondamentali per comprendere lo stato conservativo del dipinto e individuare pentimenti, correzioni in corso d’opera e vecchi interventi di restauro.

La pulitura si è svolta in due fasi:

Una prima rimozione delle vernici con miscele a base di ligroina e acetone.

Una seconda fase più mirata ha permesso di eliminare vernici e stuccature incongrue.

Dopo la rettifica delle vecchie stuccature, si è proceduto alla prima verniciatura di saturazione e al ritocco pittorico con colori a vernice, seguendo la tecnica a velature successive su base neutra, per un intervento coerente con il vissuto dell’opera.

Fra i ripensamenti evidenziati dalle analisi preliminari, è emerso il posizionamento originario della spada di San Michele.

L’intervento si è concluso con una verniciatura protettiva finale a spruzzo, che ha ridato armonia e leggibilità all’opera, restituendole la profondità cromatica originaria e la forza espressiva del confronto tra luce e tenebra.